I luoghi del dialetto

L’incrocio – Santa Maria del Piano 

e crusèt

L’attuale Strada Provinciale 42 che scende da Montescudo, lambisce l’abitato di Santa Maria, incrociando via Santa Maria del Piano di Sopra, ma per i residenti queste strade avevano un significato molto diverso perché la viabilità di questi territori era molto differente: per chi abitava in quest’area, la strada che saliva arrivava a Rimini, mentre quella che scendeva andava a Cattolica e infine, quella che attraversava il nucleo di Santa Maria “veniva dalle montagne”, ovvero dal Montefeltro pesarese. Era un punto strategico quindi, per chiunque dovesse spostarsi in una di queste direzioni, dal mare alla montagna in pratica, ma c’era un’altra caratteristica, unica nel suo genere, che ha reso famoso questo incrocio: trattandosi di uno snodo particolarmente trafficato, le strade venivano utilizzate come “vetrine” a cielo aperto per far vedere e allo stesso tempo per asciugare le centinaia di terrecotte che venivano prodotte in questa frazione. Erano tantissime, infatti, le famiglie dedite a questa attività e diverse erano le botteghe in cui si produceva il rinomato vasellame, il quale ha portato in giro per l’Italia e non solo il nome di Santa Maria del Piano, non a caso, soprannominata “il paese dei vasai”.

Trattandosi dell’ingresso del paese, anche in questo punto si trova una croce, la cui funzione era legata alle cosiddette “rogazioni”, ovvero delle preghiere specifiche che si facevano insieme alle processioni verso le croci installate nelle strade principali al fine di proteggere i campi e il raccolto stagionale dalle avversità.