I luoghi del dialetto

Palazzo Orlandi-Contucci detto dell’avvocato – Monte Colombo 

e palaz d’l’avuchéd

A pochi metri dalla porta d’accesso di Monte Colombo e dal maestoso torrione da cui partono le mura malatestiane, si trova un grande palazzo signorile che, in verità, in origine era l’antico cassero del castello e dimora del capitano della guarnigione militare. Era la “casa del signore del paese”, come la ricordano alcuni dei residenti più anziani, ai quali è stata tramandata tale idea ovviamente, perché nessuno può aver vissuto quell’epoca. Difatti, già nel 1700 l’edificio passò nelle mani dell’importante famiglia Contucci (Francesca Contucci, moglie del grande letterato Venerio Orlandi  a cui furono intitolate le scuole di Monte Colombo, ad esempio, era infatti figlia del Presidente del locale Tribunale, già Governatore di Rimini al tempo del Plebiscito) e poi, verso la fine del 1800 (più o meno l’epoca in cui fu restaurato completamente), non avendo i proprietari eredi maschi, la proprietà passò al genero, afferente alla famiglia Orlandi originaria delle Marche. La famiglia, poi, all’inizio del Novecento si spostò prevalentemente a Roma, abbandonando pian piano il palazzo come residenza.

L’edificio è oggi ricordato come “Palazzo dell’avvocato”, in onore della professione di diversi membri della famiglia Orlandi Contucci, ma probabilmente di Antonio, tra i più noti avvocati di Roma, tanto da ereditare lo studio di Alessandro Fortis (che all’epoca, nel 1905, divenne Presidente del Consiglio dei Ministri). Ma non tutti gli inquilini sono stati realmente anche i proprietari e, sicuramente non appartenevano alla famiglia Orlandi Contucci, come ricordano i residenti più anziani, perché durante la Seconda Guerra Mondiale fu occupato dalle truppe tedesche, che si stabilirono qui perché era l’unico edificio del borgo che aveva a disposizione l’acqua corrente. Non si trattava però dell’acquedotto pubblico, ovviamente, ma l’acqua era trasportata fino al palazzo da un mulino a vento – sarebbe più corretto indicarlo come “pompa eolica” – ancora visibile all’inizio del paese, che trasformava l’energia eolica in energia meccanica per movimentare l’acqua.