I luoghi del dialetto

Molino di Ca’ Renzo – Valliano 

e mulén dl’ uliva

Quello che oggi appare come un rudere abbandonato al pari di tanti altri immobili sparsi per le colline romagnole, è stato invece, per lungo tempo, uno dei luoghi simbolo della cultura e della vita rurale dell’area di Valliano. Questo edificio situato nel piccolo e caratteristico ghetto di Ca’ Renzo, infatti, ospitava un mulino per la lavorazione delle olive, le quali venivano coltivate allora come oggi su tutto il territorio comunale. Tra i ricordi delle persone che lo hanno visto in funzione, ce ne è uno veramente particolare: più famiglie, infatti, portavano qui il loro raccolto di olive per la spremitura e ogni volta che veniva completata la lavorazione di un lotto, veniva avvisata la famiglia successiva tramite il suono caratteristico di un corno, che si sentiva riecheggiare per tutta la vallata.

Colui che doveva suonare questo originale strumento era quindi una figura importante del mulino e di tutta la procedura di lavorazione delle olive, ma per professionalità, manualità e bravura, la persona più importante era un’altra, ovvero “l’om d’la foja” (l’uomo della foglia). Il nome dialettale deriva dalla particolarissima e sottilissima lamina di rame – come una foglia, appunto – con cui veniva raccolto solo sottile strato d’olio  che si formava nella vasca di raccolta della spremitura. Ci volevano, quindi, una mano fermissima e una sensibilità fuori dal comune.

A testimonianza delle tradizioni contadine e probabilmente anche dell’importanza che rivestiva questo edificio, si trova una nicchia contenente l’immagine della Vergine, la quale è ancora oggi mantenuta perfettamente e omaggiata di doni floreali dalla comunità locale.