I luoghi del dialetto

Lavatoio – Montescudo

e lavadur

Se per le donne il lavatoio era un luogo dove lavare panni e vestiti, ma anche per incontrarsi e scambiarsi informazioni, notizie e piccoli grandi segreti, per i ragazzi della zona era invece la loro piscina estiva. Questa duplice funzione del “bottaccio” di Montescudo è ancora molto famosa tra gli abitanti del luogo, che ricordano con affetto sia l’uso tradizionale di questo manufatto, sia quello più giocoso e meno “regolare”. Si narra che d’estate, infatti, i ragazzi sfruttassero la vasca come una vera e propria piscina, tanto che a qualcuno venne perfino in mente di posizionare un cartello all’ingresso dalla strada con le indicazioni. Ovviamente il cartello fu prontamente rimosso dalle autorità locali, ma il fatto resta, soprattutto nelle chiacchiere tra i residenti. Il lavatoio è protetto da un muro di contenimento in ciottoli, ha un’unica grande vasca con bordi inclinati e sul fianco sinistro è presente una piccola vasca in pietra rettangolare.

Più fantasiosa, ma sicuramente anch’essa con un fondo di verità, è la leggenda sulle proprietà curative dell’acqua che zampillava dalla fonte sotterranea del lavatoio. Sono diversi, infatti, i racconti su persone comuni e personaggi famosi della comunità che amavano rifornirsi di queste acque per berle e curare alcune specifiche patologie.