I luoghi del dialetto

Grotta dei Gaspari (Rifugio) – San Maria del Piano 

la grota

La grotta che si affaccia sulla piazza centrale di Santa Maria del Piano di fronte alla grande Chiesa settecentesca dedicata a Sant’Apollinare è uno de luoghi a cui la comunità locale è più legata, soprattutto per quello che ha rappresentato nel passato per gli abitanti del luogo. Fin dalle sue origini, probabilmente nel corso dell’800, come tradizionalmente succedeva nelle case rurali di campagna, questa grotta era utilizzata per la conservazione dei prodotti alimentari e ricovero degli attrezzi. La sua ampia struttura, però, soprattutto perché una grande parte si sviluppa sotto il livello stradale, l’ha resa idonea anche per altri scopi durante la Seconda Guerra mondiale: è qui, infatti, che trovarono rifugio tantissime persone durante gli eventi bellici. Alla fine del cunicolo ipogeo, inoltre, è presente un pozzo che durante il conflitto è servito sia a rifornire di acqua quanti si erano nascosti nel rifugio, sia a garantire il necessario ricircolo d’aria, attraverso il suo camino che giungeva fino al piano di campagna. Dalle testimonianze raccolte, sembra ci fosse anche un terzo utilizzo: una via di fuga nel caso il rifugio fosse stato colpito.

L’intero edificio è stato completamente restaurato nel 2010 (la volta della grotta è stata rinforzata con archi in ferro) e già dall’anno successivo esso è diventato sede del consorzio “Sapori di Montescudo”, mentre la grotta è stata utilizzata fino al 2020 per presentazioni, conferenze, piccole mostre.