I luoghi del dialetto

Ghiacciaia (ex) – Montecolombo 

la cunsérva

All’interno delle imponenti mura che cingono il borgo storico di Monte Colombo era presente almeno fino all’inizio del Novecento una grande ghiacciaia, la quale – si dice – potesse contenere fine a 120 carri di neve. Come in altri manufatti di questo tipo, infatti, la neve veniva raccolta e pressata in grandi cavità, che in questo caso erano state ricavate proprio all’interno delle mura. Oggi non esistono più, in quanto la ghiacciaia franò portando con sè un lungo tratto di mura, probabilmente attorno al 1930-35, e a seguito di questo evento fu chiusa per sempre. Con un occhio particolarmente attento, comunque, si può notare l’area che è stata ricostruita: il tratto restaurato mostra una minore adesione di materiale vegetale come muschi e licheni, All’interno delle mura e dietro questa area c’era appunto la vecchia ghiacciaia.

Anche senza averne più la possibilità di calcolarne i volumi, sappiamo che dovevano essere comunque importanti: la neve pressata era infatti immessa da sopra alle mura, ma sotto alla ghiacciaia, alla base delle mura quindi, era presente una porta in metallo che immetteva in una grande stanza adibita a frigorifero, resa fredda dalla neve e dal ghiaccio che gravava sopra di essa. Poco distante dalla ghiacciaia, infatti, sempre sopra alle mura, c’era un mattatoio che era posto all’interno di un torrioncino (oggi scomparso): l’unica traccia rimasta di questa attività è una finestrella ad arco, ora tamponata, che fungeva da scarico del macello. Questa vera e propria “cella frigorifera” artigianale era molto importante e altrettanto famosa nel circondario: qui dentro, infatti, veniva stoccata e mantenuta la carne anche dei macellai di Cattolica.