I luoghi del dialetto

Chiesa della Madonna del Latte – Montescudo 

la Madona de lat

La chiesetta di via Comanduccio, poco distante dalle mura del borgo di Montescudo, al di là dell’apparente semplicità, racconta invece di originali usanze legate al passato e di tradizioni popolari che ancora oggi vengono rinnovate dagli abitanti della zona. Il legame della comunità con questa piccola chiesa trova conferma anche nel recente restauro, che ha coinvolto soprattutto l’interno, con una nuova pavimentazione e nuove rifiniture. Solo una nicchia non è stata toccata dalla ristrutturazione ed è proprio a questa cavità che si lega la storia della Madonna del Latte. Tutto nasce, come spesso accadeva nelle comunità rurali, da una problematica: in questo caso l’allattamento dei propri figli, perché se la madre non era in grado di soddisfarvi, non si poteva certo andare in farmacia o al supermercato a procurarsi il latte in polvere. Al massimo si poteva ricorrere a una balia, ma era una soluzione molto costosa che le famiglie contadine non potevano permettersi. Ed è in questo contesto che a Montescudo e dintorni si sparse la voce che questa Madonna poteva invece aiutare queste giovani mamme. Oltre alla supplica, però, occorreva anche grattare un po’ di muro dalla nicchia e mangiare quella polverina. Credenza o meno, molte donne testimoniarono effettivamente questo accadimento e ben presto la chiesetta fu meta di numerose puerpere che giungevano anche dai paesi vicini per pregare e per prelevare la “polvere miracolosa”. Per questo motivo è da tutti conosciuta come “Chiesa della Madonna del latte”, nonostante sull’altare non sia nemmeno presente alcun dipinto con questa iconografia.