8 MARZO ore 21.00 – Teatro Rosaspina

ingresso libero

 

L’ORA DELLE FALENE

scrittura e lettura scenica di e con Nicoletta Fabbri e Annalisa Teodorani

… quanti dòni, quant’ luci zàisi ad nòta

 Guarda la locandina

tracce da Raffaello Baldini

oggetti di scena, luci e collaborazione tecnica Pier Paolo Paolizzi

fonico Daniele Magnani

prodotto da Cantiere poetico per Santarcangelo

 

Un dialogo a più voci

 

In un bellissimo intervento dedicato a Raffaello Baldini di alcuni anni fa, Clelia Martignoni scrisse: “Quanti splendidi e fini ritratti di donne e ragazze spesso lampeggiano fra i suoi testi”. Ma tutti quelli che conoscono e amano “Lello” sanno che il personaggio femminile ha attraversato la sua poesia con discrezione e misura, pur presente in tutte le raccolte. Forse “per scrupolo di competenza”, suggerisce la Martignoni. Eppure quei ritratti toccano punte liriche di rara intensità. Che lui fosse capace di parlare anche con voce di donna è fuor di dubbio, dispiace che non l’abbia fatto più spesso.

Il Cantiere poetico per Santarcangelo nel suo primo anno di vita ci ha offerto due belle occasioni: quella di un incontro e quella di rapportarci con quei ritratti, e da lì partire per cercare ancora oggi un dialogo con l’ombra leggera e la voce sottile di Raffaello.

Annalisa Teodorani ed io da tempo desideravamo approfondire la nostra conoscenza attraverso la poesia e il teatro. In questa occasione ci troviamo in modo del tutto naturale a lavorare insieme sia in fase di scrittura che in scena, ricche di piacere d’essere intorno a una materia che sentiamo straordinariamente vicina.

Per non rischiare un confronto con l’altezza di “Lello” avremmo potuto tenerlo a distanza, spostarci nettamente dal suo selciato, lasciare che la sua voce restasse un’eco in lontananza. Invece abbiamo voluto dialogare con lui, a partire da quella forma parlata della lingua di cui è stato sommo artefice, fino a rileggere e tradurre a modo nostro, appropriandocene adeguatamente, l’anima tormentata, delicata e a volte nevrotica delle sue figure femminili, che rimandano quasi sempre a un’altra realtà rispetto a quella che vivono o ci raccontano, come se fossero mal collocate dentro le pareti tridimensionali di un mondo che non è in grado di contenerle. Indagando la solitudine, la dignità, le ansie e le incertezze, i lamenti e i desideri che sono loro, e anche nostri, celebriamo un rito di riappacificazione delle anime di donna che hanno iscritti nelle loro pieghe l’esilio costante e il mutamento incessante e che, volutamente o loro malgrado, si ritrovano ad essere ‘anime solitarie’, come nei versi di Se sofà – che con particolare sincronismo donano il sottotitolo al nostro lavoro e sono ispiratori di un disegno di Gianluigi Toccafondo.

All’ora del crepuscolo, quando il sole cede il passo alla luna, si dice ancora in alcuni luoghi che le falene entrano nelle case a portare notizie e, in cerca di quella stessa luce che mette a repentaglio la loro vita, rievocano chi non c’è, domandando una preghiera per le anime in pena.

L’ora delle falene riunisce le voci di due donne – in cui confluiscono diverse figure femminili che popolano la scrittura di Raffaello – che si interrogano sull’arte del sottrarsi e sul mistero della sparizione.

Nicoletta Fabbri

 

Annalisa Teodorani, poetessa, è nata Rimini nel 1978, vive a Santarcangelo di Romagna. Esordisce nel 1999 con la  raccolta di versi in dialetto romagnolo Par sénza gnént (Per nulla), Rimini, Luisè, cui fanno seguito La chèrta da zugh (La carta da gioco), 2004 e Sòta la guàza (Sotto la rugiada), 2010 entrambe per i tipi del Ponte Vecchio di Cesena con cui, nel 2013, dà alle stampe la seconda edizione del libro d’esordio.  Nel 2014 esce, per i tipi di Carta Canta di Forlì, la sua quarta raccolta di poesie nel vernacolo di Santarcangelo ovvero La stasòun dagli amòuri biénchi (La stagione delle more bianche). L’autrice è compresa nel saggio a cura di Pietro Civitareale Poeti in romagnolo del secondo Novecento, Imola, La Mandragora, 2005 e, a cura dello stesso autore, nella selezione antologica eponima uscita nel 2006 per le edizioni Cofine di Roma. La Teodorani è presente anche nel Dizionario dei poeti dialettali romagnoli del Novecento, a cura di Gianni Fucci e Giuseppe Bellosi, Villa Verucchio, Pazzini, 2006.

E’ compresa inoltre nell’antologia in lingua inglese Poets from Romagna, uscita nel 2013 per la casa editrice gallese Cinnamon Press.

Recensioni alle sue opere sono comparse su riviste specializzate come Il Parlar franco, Confini, Graphie.

 

 

Nicoletta Fabbri, attrice, autrice, regista, fa parte della Compagnia teatrale Le Belle Bandiere, diretta da Elena Bucci e Marco Sgrosso. Fra gli ultimi spettacoli in cui ha lavorato come attrice, diretta da Elena Bucci: Smemorantide, Radiocittàoccupata aa.vv (Le Belle Bandiere), La Canzone di Giasone e Medea da Euripide, Seneca e Grillparzer, Antigone – ovvero una strategia del rito, da Sofocle, La Locandiera, di C. Goldoni (co-prodotti dal CTB Centro Teatrale Bresciano), Regina la paura, di E. Bucci (co-prodotto dal Teatro Mercadante di Napoli), Santa Giovanna dei Macelli, di B. Brecht (co-prodotto dal Teatro Metastasio di Prato).

Ha lavorato con la compagnia Motus, negli spettacoli Rumore Rosa e Piccoli episodi di fascismo quotidiano e nel film X racconti crudeli della giovinezza.

Ha lavorato con Marcello Chiarenza, Fabio Biondi, Roberto Paci Dalò, Nikita Milivojevic (in Nourished Fruit, progetto del Bitef Festival di Belgrado in collaborazione con La Biennale di Venezia). Ha interpretato i melologhi  Enoch Arden di R. Strauss e Parisina di D. Tumiati, realizzati in prima assoluta per l’Italia dalle Notti Malatestiane della Provincia di Rimini e  America da Kafka per la Sagra Musicale Malatestiana. Nel 1998, con Pier Paolo Paolizzi ha rifondato la Compagnia teatrale Serra Teatro che ha realizzato diversi spettacoli e percorsi di formazione teatrale. Ha co-diretto per sei anni la programmazione dello spazio teatrale Pianoterra di Rimini, gestito insieme al Teatro della Centena.

Collabora continuativamente per la produzione, la ricerca e la formazione teatrale con L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino con cui ha realizzato di recente, insieme a Stefano Bisulli e Pier Paolo Paolizzi, gli spettacoli Volare a tutti i costi, forse e Storie dell’anno mille, da T. Guerra e L. Malerba.